Mister T ha inaugurato una nuova disciplina olimpica: lancio della poltrona.
Ci sono alcune poltrone nella sala insegnanti. Sono belle, imbottite, coi braccioli. Mister T, come ogni studente, dovrebbe star fuori dalla sala insegnanti. Ma oggi no, oggi bisogna star dentro. Controllare quel che fa SOS. Seguirlo. Anche se OSS dice di no. Mister T è dotato di una forte volontà. Se decide riesce a fare, non importa come ma ci riesce.
Così, quando ha raggiunto SOS pensa di essere arrivato al suo scopo. E si sbaglia. SOS lo vede arrivare e s’incazza sebbene s’aspettasse che i fatti si sarebbero svolti proprio in quel modo. Si alza dalla scrivania cui stava lavorando e si prepara a portar Mister T fuori dalla stanza anche di peso, se occorre.
Mister T si arma con la cucitrice e si barrica, brandendo lo strumento da ufficio con aria minacciosa. Il placcaggio di OSS e SOS non ottiene i risultati sperati ma almeno lo disarma dalla spillatrice (inutile, di per sé visto che al limite qualcuno si sarebbe ritrovato rilegato con un punto metallico Zenith…) .
Mentre OSS e SOS si liberano del primo ordigno Mister T non trovando altro si arma di poltrona. La solleva sopra la testa e… la tira a OSS, mancandolo (e per fortuna). La poltrona pesa sui 12 Kg… è fuori controllo, decisamente.
Si fa tre ore così, Mister T. Tre ore di panico continuo, ansia inarrestabile, calci, pugni, sputi, fughe, parolacce… tutto. Posseduto dal panico più nero.
Quando OSS, SOS, DS, FS varie ed eventuali insieme agli Edus si riuniscono… Mister T pensa (giustamente) che partirà la sospensione. Meglio, l’espulsione. Pensa che forse stavolta ci è riuscito, stavolta lo lasceranno a casa.
Ha ragione. OSS, SOS, FS e EDUs si riuniscono: concordano che la sanzione che veste meglio Mister T è la sospensione. Solo che in due mesi è già successo alcune volte che Mister T sia stato sospeso per aver portato il disastro a scuola durante le sue proverbiali crisi di panico. La sospensione non serve a niente, è addirittura dannosa.
Caro Mister T, hai rotto? Bene, sentenziano i grandi capi: chi rompe paga. Tu domani a scuola ci vieni lo stesso, e ti affidiamo degli L.S.U. ovvero… lavori socialmente utili.
Figuratevi Mister T. Pensava di essersi guadagnato almeno 15 giorni di vacanza, la bocciatura, l’espulsione… immaginatevelo: ferie. E invece… TADAAAAA, a scuola. Senza poter entrare in classe, con un paio di guanti addosso, a fare lavoretti: mettere a posto i libri in biblioteca, spolverare scaffali… quando arriva il babbo geppetto di Mister T e lo trova tutto indaffarato rivolge a SOS un largo sorriso:_ Lei ha davvero un gran coraggio prof. Forse questa cosa dei lavori socialmente utili è il più grande gesto didattico-educativo che si potesse fare per lui._ Lui sbofonchia:_ Un paio di calzetti, mi sta facendo lavorare! Io sono minorenne! Tu dovresti stare dalla mia parte!_ :_ Io sono dalla tua parte – ribatte Geppetto – per questo sottoscrivo la decisione del tuo prof in pieno: hai rotto? adesso lavori per aggiustare!_
Mister T è bello come il sole d’aprile e la pioggia di marzo. Ha guardato Geppetto, ha posato lo straccio, si è levato i guanti da pulizie, è corso ad abbracciarlo:_ Hai ragione, sono proprio un deficiente – gli ha detto, in lacrime – lo so che il prof e l’OSS mi vogliono bene…_
La mia domanda è: quanto accidenti soffre una persona che si comporta come Mister T?
C’è un modo per rendergli la vita meno assurda? E lui può trovarlo? E sceglierlo?